Il deficiente Polispaliano, allertato dalla telefonata dell’affittuario Tornaquinci* che gli annunciava il suo imminente arrivo, si guardò intorno rendendosi conto dello stato di totale abbandono della mansarda in cui viveva. Non c’era tempo per pensare, doveva far sparire ogni traccia di sporcizia e domare la confusione di oggetti, fogli di carta sparsa, libri e soprattutto doveva eliminare i tanti panni stesi ad asciugare. Sì, perché l’affittuario Tornaquinci appartiene a quella specie umana che non tollera la minima impressione di disordine e già più volte aveva storto il naso, benché, francamente, non ce ne fosse il bisogno.
Svelto, il deficiente Polispaliano sistemò, spolverò e areò, rimanendo i soli panni stesi a turbare l’aspetto impeccabile del locale. “Bè, in fondo sono quasi asciutti…” – pensò - “sono solo un po’ umidi, ma nemmeno tanto, giusto un pochino…”. Polispaliano cercò una busta della spesa, una di quelle buste di plastica che affollavano il cassetto posto sotto il lavello, e vi mise dentro tutti i panni.
L’affittuario Tornaquinci, al suo solito, si presentò con il naso già storto, ma Polispaliano sapeva che questa volta la sua coscienza era a posto.
Passò qualche giorno, un’intera settimana, un’altra ancora, dalla primavera si passò all’estate e il sole rendeva l’aria sempre più afosa. “Bè” - pensò Polispaliano - “con questo caldo di sicuro i panni si asciugheranno in un attimo” e si mise a lavare maglie, camicie, biancheria e quant’altro trovasse nelle buste dei panni sporchi, finchè… C’era una busta diversa dalle altre, nascosta in fondo, quasi come se, vergognandosi, volesse sottrarsi alla violenza fisica e all’umiliazione psicologica del lavaggio. Polispaliano la prese per i manici con aria spavalda, la soppesò e rimase sorpreso: “ma cos’ha questa busta, pesa più delle altre, anche la forma… non è proprio uguale”. Si decise, aprì la busta e… “ma cos’è questo odore… puzza, PUZZA, ma ALTRO CHE PUZZA, è… è… è… MUFFA!” Svuotò la busta rendendosi conto che ormai dei panni non rimaneva altro che un sottobosco di funghi e muffa, muffa e funghi, irrimediabilmente e definitivamente FUNGHI.
Il deficiente Polispaliano si ricordò dell’origine di quella busta, dei panni umidi che aveva nascosto al severo sguardo dell’affittuario Tornaquinci e…, sconfitto dallo schifo, trasalì.
*Per rispetto (e perché non si sa mai, fosse lì col naso storto), ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale, i nomi sono inventati o presi in prestito.
Io non faccio nessun commento, il trailer del film denti lo trovate sul sito repubblica.it, guardatelo.
Rido? Piango?
Sembra incredibile, ma sono passati solo 5-6 anni da quando dopo pranzo guardavo questo cartone giapponese doppiato in gallego.
L'ho ritrovato su youtube e di rimando mi è tornato in mente il divano, il caffè, la siesta, tante cose.
Il "galego" è ovviamente la lingua della Galizia spagnola, un incrocio tra portoghese, spagnolo e italiano.
Essendo in Spagna il discorso delle autonomie molto più sviluppato che in Italia, buona parte della programmazione televisiva è in lingua regionale.
Una bambina entra in un negozio di giocattoli e chiede al commesso:
"per favore, vorrei una barbie con il suo J.I Joe"
"No, no, no, guarda bambina che barbie non viene con J.I. Joe, viene con Ken"
"No nonononono, barbie viene con J.I. Joe, la voglio con J.I. Joe
Ma no, ti sbagli, non viene con J.I. Joe, barbie viene con... Ken!
No no, mi lasci spiegare... Barbie viene con J.I. Joe, con Ken finge soltanto.
Disclaimer: non me ne vogliate.